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venerdì 31 maggio 2013

Dreaming: 1938 Real Bianchi "TroubleMan" (CONTROPEDALE)


L' idea per il prossimo progetto era quella di realizzare una bicicletta contropedale con uno degli splendidi telai che la BIANCHI produceva prima del 1940 per le sue bici da passeggio.
Quei tipi di telaio avevano la forcella anteriore particolarmente slanciata in avanti, rendendo la linea della bici molto elegante.




IL TELAIO.
Nel garage, accantonato in un angolo, avevamo questo telaio di una BIANCHI modello Real del 1937. Il numero di serie del telaio è infatti 647955, verificabile nel Registro Storico Cicli.
Il movimento centrale (calotte e perno) e la serie sterzo sono invece marcate BIANCHI 38.


Catalogo BIANCHI 1937
visibile qui
























Purtroppo completare questa bicicletta è pressochè impossibile a causa della rarità e del costo dei pezzi mancanti. Tuttavia non si può di certo buttare via un telaio con questa eleganza e questa storia.
E' così che nasce questa "Real BIANCHI", conversione in una bicicletta più moderna, ma con componenti risalenti alla fine degli anni '30.
Abbiamo quindi ricromato la testa della forcella e tagliato tutte le appendici dei freni a bacchetta presenti sul telaio, che è stato poi verniciato professionalmente di un bellissimo color cioccolato, o ruggine, come preferite. 
Infine è stata aggiunta una leggera filettatura dorata.

I COMPONENTI.
Tutti la componentistica montata su questa bicicletta è stata ricromata.
Come detto, la serie sterzo e il movimento centrale erano suoi originali e marcati BIANCHI 38.

   

Per la guarnitura ne abbiamo scelta sempre una costruita dalla BIANCHI in quel periodo, forse montata su bici da corsa.
Ha 46 denti ed il classico disegno della famosa azienda italiana.

   

Le ruote sono costituite da dei cerchi RADAELLI in ferro cromato (profilo R), raggi inox, e copertoni PIRELLI Stella, nuovi fondo di magazzino.



 Il mozzo anteriore è un BIANCHI del 1938, marcatura nel riquadro, ingrassatore in ottone.
Per il mozzo posteriore un bellissimo TORPEDO a contropedale, con oleatore, marcato anch'esso "38".


  

Il manubrio è in ferro, piega torino, forse un Gerbi della metà degli anni '30. Le manopole, cosi come i parafanghi e il paracatena, sono in legno handmade.



Per la catena niente di meglio di una REGINA Extra che, come pubblicizzato in questo ritaglio de "La Gazzetta dello Sport" del 1938 appunto, ha una qualità in più: è italiana!





Per completare la bicicletta abbiamo usato un gruppo luce in ottone: il fanale, marcato F.T., ha un bel vetro giallo e la crestina in resina; la dinamo, enorme, con paraspruzzi, è marcata T.E.G.F. modello Vesuvio. Dietro, invece, una gemma in vetro rosso.






Altri accessori installati sono una maniglia saltafossi,  parachiavelle FIAV e il bollo fiscale del 1938 con il suo porta-bollo.







  



Immancabile su una bici di questo periodo, abbiamo montato anche un bronzino. Noi ne avevamo uno molto bello a cui mancava solo lo stemma centrale. Lo abbiamo sostituito con 5 centesimi (di lira) del 1938.





Infine pedali anni '30 a cui abbiamo sostituito i gommini con altri in legno, sella BROOKS b72 e un gonfiatore in ottone TORNADE.









Per vedere la bici su strada clicca qui.

sabato 24 novembre 2012

Dreaming: BIANCHIRetrò "TuttiiMieiGiorni" (Singlespeed).

Il prossimo progetto è una bici su commissione.
Un nostro amico voleva una bicicletta da donna, d'epoca, qualcosa di bello e particolare.
Gli abbiamo proposto l'ultima arrivata nel nostro garage: una BIANCHI da donna degli anni '70, forse il modello Giada o Ametista.
Le BIANCHI di questo periodo non sono delle bici molto ricercate dai collezionisti, ma posseggono ancora tutte quelle caratteristiche tecniche e meccaniche che rendevano la BIANCHI la numero uno in Italia.
Quindi questa bici ben si presta a subire una piccola trasformazione: l'idea è quella di verniciarla di un magnifico verde salvia (usato anche qui) e di  darle un aspetto ancora piu' retrò.


IL TELAIO.
Il progetto parte da una BIANCHI da passeggio degli anni '70, forse il modello Giada, quasi del tutto completa.




Il telaio è in acciaio e ha le congiunzioni saldobrasate, la serie sterzo è integrata, il carter della catena è in 3 pezzi e la freneria a trasmissioni rigide ha i pistoncini di rinvio come nelle piu' classiche BIANCHI. Il numero di telaio è 7L22293.
Tutte le parti cromate hanno resistito all'usura del tempo ed è bastata solo una lucidata, il telaio e il carter sono stati invece riverniciati professionalmente di verde salvia, sono stati ricreati i filetti dorati e poi aggiunte le decal BIANCHI.
LA COMPONENTISTICA.
Le ruote si presentavano abbastanza bene. E' bastato centrarle, poi lucidare i mozzi originali e i cerchi, infine ritoccare i raggi, neri come da catalogo.
I copertoni montati sono di una misura molto rara da trovare (26x1/2), denominati "a balloncino" dato che erano un po' piu' grossi del normale.
Sono di gomma bianca, marcati PIRELLI STELLA, nuovi, fondo di magazzino.




 I parafanghi e le manopole del manubrio sono in legno. I primi sono autoprodotti, per le seconde dobbiamo ringraziare Stefano.
Per i pedali abbiamo trovato una coppia di Sheffield mod.663, anche questi nuovi fondo di magazzino. Sono molto simili a quelli pubblicati nel catalogo Rizzato del 1948.





Nel catalogo è presente anche una dinamo simile a quella che abbiamo scelto per questa bici. E' marcata  LINCE ma la nostra ha un insolito attacco a sinistra.





 Il fanale montato sulla bici è il Silurfaro di FAUSTO CARELLO, probabilmente degli anni '50, visibile in questo catalogo pubblicato dal Registro Storico Cicli.






Entrambi i componenti del gruppo luce avevano la cromatura ormai irrecuperabile: è stata quindi rimossa, anche per mostrare l' ottone con il quale erano costruiti.
A completare la bicicletta uno splendido portapacchi in alluminio, anch'esso anni '50, e una sella BROOKS b17 in cuoio marrone da donna.




Per vedere questa bicicletta su strada clicca qui.




sabato 8 gennaio 2011

Dreaming: Aerodyn Path Racer "CrazyDiamond" (CONTROPEDALE)

Il sogno è quello di creare una bicicletta a contropedale con telaio e componentistica ricercati tra quelli realizzati prima del 1950.
Una path racer immaginata così come avrebbe fatto un appassionato di contropedale negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, naturalmente ricercando per la maggior parte componenti italiani.


IL TELAIO.
Per questo progetto avevamo bisogno di un telaio che fosse avveniristico nel decennio della Guerra. 
Ad un mercatino abbiamo trovato questa bici. E' tutto da buttare eccetto il telaio... A prima vista sembra una Cruiser americana, ma osservando bene la costruzione artigianale, le congiunzioni saldobrasate e la testa della forcella, sembra un telaio italiano risalente appunto alla metà degli anni '40.
A conferma della sua origine ci sono i brandelli del fregio anteriore (si riconosce la scritta Milano e una Z come iniziale del marchio, forse ZENITH) e il fatto che negli anni successivi al 1940 altre importanti aziende come la MAINO e la BIANCHI sperimentavano nuove forme di telai identici a questo, denominati AERODIN, probabilmente abbreviazione di aerodinamico.
Il telaio è  stato riverniciato professionalmente di bianco e azzurro "carta da zucchero".


Catalogo MAINO 1950.



LA COMPONENTISTICA.
Tutti i componenti sono stati recuperati da altre bici d'epoca, ai vari mercatini e tra quelli in vendita in internet, e sono stati lucidati e ricromati secondo le necessità.

Per il movimento centrale, la guarnitura e la serie sterzo abbiamo scelto pezzi marcati MAGISTRONI.
Questo è un marchio della ditta italiana Officine Meccaniche Giostra di Vedano al Lambro, che ha prodotto movimenti centrali, pedivelle, guarniture e serie sterzo (tutti in acciaio) dagli anni '30 fino alla metà degli anni '60. Componenti MAGISTRONI erano montati su molte delle più  importanti biciclette di quel periodo e la stessa MAGISTRONI produceva pedivelle per altre aziende come CINELLI, BIANCHI, LEGNANO, OLMO, ATALA, FREJUS, FB e molte altre.


La componentistica MAGISTRONI scelta appartiene tutta alla serie "SENIOR", prodotta tra gli anni '30 e '50.

La guarnitura è da corsa, modello "Giro d'Italia". Come recita il Catalogo RIZZATO del 1948 è: "48 denti, pedivelle scanellate, smussate alleggerite con poggia pedali, ingranaggio bordato".



Catalogo RIZZATO del 1948
 Questo tipo di guarnitura è stato spesso montato su moltissime biciclette da corsa di alta gamma e ha accompagnato molti di quei ciclisti EROICI che hanno affrontato il GIRO D'ITALIA e il TOUR DE FRANCE negli anni '30, '40, '50.





















Come detto anche il movimento centrale e la serie sterzo sono marcati MAGISTRONI SENIOR, anche se quest'ultima è stata prodotta dalle Officine Giostra per STELLA VENETA, noto e raro marchio di velocipedi.


Per le ruote abbiamo scelto due stupendi cerchi di legno color  noce (CB ITALIA), abbinati ad una bella misura di pneumatici: 3/8 5/8, naturalmente d'epoca, nuovi fondo di magazzino. Sono completamente bianchi, e marcati SUPERGA.


Quest'azienda, nata nel 1906, si affermo' soprattutto nei pneumatici per biciclette, aerei e ciclomotori (il PIAGGIO Paperino del 1945 monta gomme SUPERGA), ma il suo boom lo dovette alle calzature da tennis usate da piu' generazioni. Fondata da 4 imprenditori torinesi, resistette fino alla fine della 2° Guerra Mondiale, fino a quando la PIRELLI acquisì la maggioranza di questa fastidiosa concorrente.

I mozzi sono anch'essi d'epoca.
All'anteriore abbiamo montato un mozzo tipo BIANCHI anni '40 con ingrassatore a sfera in ottone. Al posteriore abbiamo scelto un mozzo contropedale TORPEDO sicuramente primi anni '40. Infatti reca la scritta: "50 Millionen 1904-1940" ed è punzonato 41M, probabilmente l'anno di fabbricazione.
E' comunque del tutto simile a quello visibile sul bellissimo Catalogo Doniselli del 1949.
Come si può notare i mozzi TORPEDO, STIRYA e PERRY avevano i medesimi pezzi di ricambio. Il nostro ha infatti il braccio marcato STIRYA e abbiamo sostituito il suo oliatore con un ingrassatore in ottone identico a quello montato sul mozzo anteriore.
I due mozzi sono stati completati con una serie di galletti (nel catalogo denominati "manettine").


Catalogo DONISELLI 1949 (pag.115)
Catalogo DONISELLI 1949 (pag.121)













IL manubrio è ovviamente anni '40. La pipa, tipo AMBROSIO, marcata SAN GIORGIO, è scanellata e alleggerita ai lati, la piega è montata rovescia. Tutto in duralluminio, rifinito con nastro in pelle.

Per la sella abbiamo scelto una BROOKS b17 Champion Standard, riproduzione fedele in cuoio marrone di quella presente nel catalogo BROOKS del 1949.

Catalogo BROOKS 1949

La bicicletta è stata infine completata con una coppia di pedali, tipo SHEFFIELD anni '40, nuovi fondo di magazzino, e con un mini parafango posteriore in legno handmade by OFFICINE 99.



Per vedere la bici su strada clicca qui.

giovedì 16 dicembre 2010

Dreaming: Bianchi Zaffiro 1952 "OreMinutiSecondi" (SINGLE SPEED)


Il progetto per questa bici questa volta arriva direttamente dal Catalogo della Bianchi del 1952.
L'idea è quella di eseguire un vero e proprio restauro integrale aggiungendo un piccolo tocco personale, ma veramente piccolo.


IL TELAIO.
La base di partenza per questo progetto è ovviamente una BIANCHI Zaffiro del 1952.

Catalogo BIANCHI 1952

Ritrovata da un rigattiere, questa bici deve aver passato veramente di tutto: usata, abbandonata, depredata e dimenticata alle intemperie, è arrivata a noi però ancora con la sua dignità di una meravigliosa macchina di 60 anni fa.
Come facciamo a sapere che è un modello del 1952? Perchè tutto quello che resta (mov.centrale, serie sterzo, pedivelle e guarnitura, manubrio) sono marcati BIANCHI 52.
I COMPONENTI.
La ricerca è stata serrata per ritrovare ai vari mercatini tutti i componenti mancanti. Avevamo bisogno in primis delle ruote complete, per bici R con i mozzi marcati BIANCHI e gli ingrassatori, e di un paio di copertoni d'epoca (PIRELLI Stella N.O.S.).



Poi il codino del carter, i pedali BIANCHI con gommini e perno centrale marcati, e la cosa che ci ha fatto dannare di più nella ricerca: le aste dei parafanghi, le nostre erano spezzate, che volevamo sostituire esclusivamente con altre BIANCHI dell'epoca.


La ricerca è poi continuata per il fregio BIANCHI anteriore e del manubrio, e per le decalcomanie da applicare sul telaio, il parafango posteriore e il carter.
 








Naturalmente la bici è stata smontata tutta e riverniciata professionalmente di un bellissimo verde salvia e filetti dorati, il secondo colore (oltre al nero), con cui rifinivano questa macchina nel 1952.
Sono state invece ricromate le ruote complete, il manubrio, le bacchette dei freni, la testa della forcella, la serie sterzo, la guarnitura con le 3 B,  le pedivelle e tutta la viteria.
La bici è stata completata con una pompa BIANCHI dello stesso colore della livrea del telaio, con un paio di manopole di legno color ciliegio, una sella in cuoio BROOKS b33 e un paramanubrio d'epoca (AMBA) per appoggiarla agevolmente ad un muro (il cavalletto non era previsto).


Dal Catalogo Doniselli 1949

Il faro e la dinamo sono RADIUS b52, modelli montati dalla BIANCHI nei primi anni '50; una volta trovati sono stati smontati, cromati e rimontati.



Siamo riusciti a ritrovare anche i gommini dei freni marcati PIRELLI Stella, ultimo regalo ad una signora sessantenne che adesso davanti a sè ha una seconda vita da vivere.



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